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venerdì 28 settembre 2012

"Raffaello verso Picasso" Il Novecento. Lo sguardo inquieto


La mostra

Il Novecento. Lo sguardo inquieto

L’ultima sezione della mostra, ampia e di superba qualità, sarà dedicata al grande cambiamento che interviene nella pittura a partire dall’ultimo decennio del XIX secolo. Muta radicalmente il senso del ritratto, della rappresentazione di un volto e anche di un corpo. La straordinaria anticipazione offerta da El Greco nella Spagna d’inizio Seicento, con i suoi ritratti visionari e fumiganti, accesi di luci irreali e quasi fosforescenti, porta direttamente al colore lacerato e stringente di Van Gogh e Gauguin. Tra l’altro in alcuni autoritratti che sigillano, al pari di Cézanne, l’esperienza del secolo morente per aprire alla vasta e problematica terra del Novecento. E in questa serie iniziale di autoritratti, sarà uno dei più affascinanti pittori di tutto il XX secolo, Pierre Bonnard, a dire lo sconvolgimento di colore e forma insieme che minerà dalle fondamenta, totalmente rinnovandolo, il senso della raffigurazione di un volto che si fa tutto sguardo.
Ma dopo quei grandi pittori che chiudono l’esperienza impressionista, si passerà a Edvard Munch, al suo canto disteso e allargato nella natura nordica, entro la quale colloca figure che si interrogano, quasi uscendo mute da un palcoscenico di teatro sotto la luna bianchissima. E poi l’aprirsi del nuovo secolo all’insegna delle due principali avanguardie del colore, che da Gauguin e Van Gogh traggono quella forte tensione che si affaccia sui volti. I pittori fauves che da Matisse a Derain in Francia fanno uso di un colore che si serra in tessere autosufficienti, fino agli espressionisti da Nolde a Kirchner che di quel colore fanno una colata, un’eruzione di materia. Sguardi sempre accesi, forti, aperti sul mondo, come quelli di un grandissimo isolato quale Amedeo Modigliani.
Ma certo la novità dirompente di Picasso, che in mostra sarà rappresentato da un capolavoro cubista del 1909 e poi da un ritratto celebre del 1917, L’italiana. Picasso che testimonia, con la sua opera che si tende lungo quasi tutto il corso del secolo, il punto di svolta e assieme il ponte verso quella generazione di artisti straordinari che chiuderanno l’intero percorso espositivo. A cominciare da Giacometti con i suoi ritratti filiformi e quasi tela di ragno sfilacciata, tutti giocati sul rapporto tra bianchi, grigi e neri. Giacometti che pone al centro del suo pensiero la complessità di uno sguardo quasi invisibile, perfino assente. Poi ovviamente il maggior pittore di figura di tutta la seconda parte del Novecento, Francis Bacon, con le sue urla laceranti e ugualmente silenziose. Corpi distesi dentro uno spazio che è quasi gabbia, che costringono l’uomo ad assomigliarsi a un animale che striscia, nel recupero di un tempo ancestrale.
E sulla sua scia Lucian Freud, nell’ostensione di altri corpi che si offrono a una visione stupefatta e intrigata. Potenza e disfacimento della carne tumefatta. E ancora, quell’altissima linea di figurazione la più nobile, rappresentata in mostra da pittori stretti dentro l’assoluto dell’immagine e del sogno come Balthus o Andrew Wyeth in America o Antonio López García in Spagna. Balthus recuperando dal Quattrocento il senso di un sollevarsi sul mondo, Wyeth mescolando silenzio e atmosfera per dipingere uomini e donne sempre muti, infine López García collocando figure entro spazi abitati da una sospensione di tutto. Come conclusione stupefacente di un lungo percorso che da Raffaello e Giorgione condurrà i passi dei visitatori in Basilica Palladiana fino ai dipinti di questi ultimissimi anni.

"Raffaello verso Picasso" Il ritratto quotidiano


La mostra

Il ritratto quotidiano

Una delle sezioni più ampie e di maggior fascino di tutta la mostra sarà certamente quella intitolata al ritratto quotidiano. Ritratto, e figura al tempo stesso, come indagine e rappresentazione dell’anima. Uno sguardo sopito e silenzioso, che cova sotto una brace mai spenta. Talvolta malinconico e talvolta lieto. Il ritratto che segna il passare del tempo sui volti. L’indagine psicologica che nasce meravigliosa nella seconda parte del Quattrocento e trova un suo punto di svolta nell’attività ritrattistica prima di Giorgione e poi di Tiziano. E per esempio di Lotto e Moroni nel contado veneziano, di Pontormo e Bronzino in Toscana. Per cui tutto il Cinquecento diventa lo spazio misterioso di questa riflessione, che si muove entro i confini di una quotidianità sollevata dai territori dell’azione usuale e mille volte ripetuta. Per scoprire la fragranza e il profumo di una purissima intensità di sentimento minimo e tuttavia immenso.
Così la sezione si aprirà con un involontario e superlativo trittico che mette in mostra il volto di tre giovani dipinti nello stesso giro di anni da altrettanti giganti della storia dell’arte. Giorgione, Raffaello e Dürer ci presentano l’enigma misterioso e suadente di sguardi che interrogano e si interrogano, e aprono la moderna vicenda dell’interpretazione psicologica di un volto. Se a questi dipinti si associa, soltanto un ventennio dopo, l’immagine celebre di Pontormo con il suo Ritratto di due amici, si avrà chiaro come la partenza di questa sezione sarà davvero eccezionale.
Difficile dar conto in poche righe di tutto quanto in essa sarà contenuto, ma almeno adesso sottolineare la strepitosa stagione impressionista, che qui verrà approfondita con tutti i suoi protagonisti principali. A cominciare dai due artisti che hanno fondato l’enorme cambiamento di prospettiva nella considerazione del ritratto, inteso in termini non di celebrazione ma di quotidianità. Dunque Manet e Degas. Quest’ultimo, con il suo capolavoro riconosciuto del doppio ritratto dei coniugi Morbilli, sarà accostato a Giovanni Battista Moroni, dal quale cattura, tre secoli dopo, il senso di quell’approfondimento interiore che più non lo abbandonerà. Ma poi da Monet a Gauguin a Renoir, gli intrecci saranno molteplici. Anche con il riferimento americano, nei medesimi anni, alle figure nel paesaggio del grande Winslow Homer. Oppure alle figure nel paesaggio, più epiche, realizzate in Francia, prima della generazione dei Monet e dei Renoir, dai loro maestri Courbet e Millet. E di Renoir, dal museo di Boston, verrà a Vicenza un prestito straordinario e quasi non immaginabile, la Danza a Bougival, che resta ancora oggi uno dei simboli dell’intero impressionismo.

"Raffaello verso Picasso" La nobiltà del ritratto


La mostra

La nobiltà del ritratto

La seconda sezione della mostra farà sfilare sovrani e principesse, dogi e nobildonne, arciduchi e reverendi. Una galleria di grandi personaggi che rappresentano l’espressione del ritratto nella sua funzione celebrativa e di omaggio. Una messa in scena che talvolta si pone come vera e propria macchina scenografica, a dire come il ritratto si faccia specchio di una società. La sezione consentirà quindi di seguire i pittori impegnati in alcune delle principali corti europee o in azione negli ambienti borghesi per esempio olandesi e inglesi. Dapprima saranno dunque alcuni dogi veneziani dipinti da Gentile Bellini subito dopo la metà del Quattrocento e da Tiziano quasi un secolo dopo. Del resto la bottega dei Bellini - Gentile, Jacopo e Giovanni - sarà uno dei centri attorno al quale la mostra si svilupperà, con la sua carica di bellezza e innovazione stilistica, unita a quella di Andrea Mantegna con la sua provenienza dalla bottega padovana dello Squarcione.
Ma il centro della sezione, anche con il suo evidente fascino psicologico, sarà la lunga parete che tra Olanda e terra di Fiandra vedrà insieme alcuni dei maggiori pittori di figura del Seicento, sul medesimo tema di marito e moglie colti in un doppio ritratto o in due quadri separati e da esporre vicini. Così si partirà da due grandi e famosissime tele di Rembrandt con il reverendo Elison e la moglie nel 1634. Accanto a lui, una coppia nobile olandese realizzata solo un decennio dopo da Frans Hals, ancora una volta in due vaste tele, mentre la serie proseguirà con un doppio ritratto di marito e moglie eseguito da Van Dyck nel 1620. Poi, come sovente capiterà nella mostra per far intendere desinenze successive anche extra nazionali, la parete si addentrerà nel mondo anglosassone. Poco più di un secolo dopo, il principale pittore americano della seconda metà del Settecento, Copley, comparirà anch’egli con le immagini dei signori Warren appartenenti all’alta società statunitense. Mentre con Gainsborough, nei medesimi anni, ci si trasferirà in Inghilterra, a comprendere la comune derivazione olandese seicentesca. Sarà poi Sargent, tra fine Ottocento e inizio Novecento, a chiudere questo cerchio.
Due tra i maggiori ritrattisti di tutti i tempi, l’uno proveniente dal nord Europa e l’altro dalla parte meridionale del Continente, Rubens e Velázquez, diranno, ancora nel Seicento, lo sfarzo sì di altre corti ma anche, e soprattutto il secondo, la problematica pensosità che comunque emerge dalle pur ufficiali rappresentazioni. Anche in esse si coglie la dimensione della vita vera.

"Raffaello verso Picasso" Il sentimento religioso. La grazia e l'estasi


La mostra "Raffaello verso Picasso"

Il sentimento religioso. La grazia e l'estasi

La prima sezione, assieme a quella conclusiva sul grande mutamento occorso nel XX secolo, sarà la più ampia dell’intera mostra. E si soffermerà sul senso contrapposto di grazia ed estasi dolorosa, che si salda entro un’aura di estrema, alta spiritualità. Tutto un universo di sensibilissima rappresentazione che fa del volto una smorfia di dolore o di suadente bellezza, che fa del corpo la tensione sul finire o la morbida e accogliente casa della grazia.
La vita di Cristo verrà offerta dal suo momento iniziale a quello conclusivo, nell’intreccio di pittura realizzata nei diversi punti d’Europa e nei diversi momenti del tempo a partire dal Quattrocento per giungere a una vasta, e inaspettata, Deposizione di Delacroix quasi a metà del XIX secolo. Quindi il momento della Natività, l’adorazione dei pastori e l’adorazione dei Magi. Ancora il tema della Sacra Famiglia, della Madonna col Bambino, per giungere alla dolorosissima fase finale della coronazione di spine, della crocifissione e appunto della deposizione. Prima della cena in Emmaus. Momenti strazianti e strabilianti di una vita, tutti diversi, cui si uniscono immagini di santi famosi, dal San Sebastiano trafitto dalle frecce, al San Girolamo penitente davanti alla croce, al Battista decollato e molto altro ancora.
La sezione insomma passa in rassegna la Scrittura del Nuovo Testamento, trascorrendo dalla grazia del volto di Maria in Beato Angelico, Lippi, Piero di Cosimo, Mantegna, Giovanni Bellini, Bramantino, Crivelli, Cima da Conegliano, Guercino, Tiepolo e tanti altri, alla grande tela con la cena in Emmaus di Tintoretto, alle luci squadernate nelle crocifissioni ancora di Giovanni Bellini, Bosch, Veronese solo per dire di alcuni. Fino ai momenti conclusivi della vita di Cristo, con quadri celebri e toccanti di Botticelli, ancora Bellini, Caravaggio, Cranach, Veronese, Correggio tra gli altri, nei quali la luce terrena si mescola ormai alla luce di una rivelazione ultraterrena.
Ma ancora sono immagini memorabili, per esempio nel rapporto tra la figura del monaco inginocchiato di El Greco e quello di Manet, lo strazio dell’Erodiade di Francesco Cairo, lo strepitoso e teatralissimo martirio di Sant’Andrea di Ribera, la stessa immagine del San Girolamo di Jacopo Bellini ed El Greco. Insomma, un passare in rassegna, attraverso quadri indimenticabili, il più riposto, e talvolta però esibito, senso della vita.

"Raffaello verso Picasso" La mostra


La mostra

Il più importante architetto di ogni tempo, Andrea Palladio, il cui stile ha influenzato in modo indelebile la costruzione artistica ovunque nel mondo, darà idealmente a tutti i visitatori della grande mostra il suo benvenuto. Accogliendoli all’interno della Basilica nello spirito rinascimentale della bellezza non ostentata, ma tutta connaturata al senso stesso della vita nella sua dimensione d’armonia.

E un’incredibile profusione di bellezza sarà quella che si incontrerà all’interno dell’enorme salone. Con l’esposizione di un centinaio di quadri straordinari, provenienti dai musei dei vari Continenti. Che dal Quattrocento fino alla conclusione del Novecento racconteranno la più grande storia che la pittura ricordi, quella dedicata al ritratto e alla figura. E non a caso il titolo scelto è Raffaello verso Picasso, cioè il lungo percorso che dal senso di una perfezione delle forme giunge fino alla rottura di quella stessa forma, con la ricerca cubista novecentesca. Il volto e il corpo rappresentati, dall’armonia rinascimentale fino all’inquietudine del XX secolo. E quel verso del titolo indica allo stesso tempo l’andare da un punto a un altro punto della storia dell’arte – il moto verso luogo – e il senso di una lotta tra l’elemento apollineo e quello dionisiaco.

Sviluppata in quattro ampie sezioni tematiche, e quindi senza seguire semplicemente la pura cronologia, racconterà quella vicenda attraverso immagini celebri. Che dai ritratti e dalle figure per esempio di Raffaello, di Botticelli, di Mantegna, di Bellini, di Giorgione, di Tiziano, di Dürer, di Cranach, di Pontormo e poi di Rubens, Caravaggio, Van Dyck, Rembrandt, Velázquez, El Greco, Goya, Tiepolo arriverà fino agli impressionisti da Manet a Van Gogh e ai grandi pittori del XX secolo da Munch, Picasso, Matisse e Modigliani fino a Giacometti e Bacon. Solo per dire di alcuni tra i moltissimi che comporranno a Vicenza questo superlativo museo dei musei. Ma non generico e invece dedicato all’immagine universale dell’uomo tra sacro e profano. Tra vita quotidiana e celebrazione di sé nella regalità delle corti, tra sentimento religioso e rappresentazione della propria immagine negli autoritratti, soprattutto tra Ottocento e Novecento.

Eventi collaterali "Raffaello verso Picasso"


Eventi collaterali "Raffaello verso Picasso"

Vicenza offre ai visitatori molte opportunità per conoscere la “città del Palladio”:

Palazzo Chiericati: dal 6 ottobre 2012 fino al 20 gennaio 2013 è aperta la mostra “Cinque secoli di volti. Una società e la sua immagine nei capolavori di Palazzo Chiericati” che sviluppa il tema del ritratto in un viaggio tra la storia di Vicenza e i suoi personaggi più noti. Per scoprire il palazzo palladiano, parzialmente accessibile per un restauro ancora in corso, è a disposizione un biglietto unico che comprende anche altri siti: Teatro Olimpico, Musei civici tra cui la Pinacoteca di Palazzo Chiericati, il Museo Naturalistico Archeologico, il Museo del Risorgimento e della Resistenza, due musei privati, il Museo Diocesano e le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari e il il PalladioMuseum.

Per informazioni: www.museicivicivicenza.it

Tempio di Santa Corona: riapertura prevista il 12 ottobre.
Altri eventi, mostre, rassegne culturali sono previsti nel periodo di apertura della mostra “Raffaello verso Picasso”.

martedì 11 settembre 2012

Mostra "Raffaello verso Picasso" Vicenza


"Raffaello verso Picasso"

date 6 ottobre 2012 - 20 gennaio 2013

Basilica Palladiana Vicenza


La Basilica Palladiana riapre il 6 ottobre 2012 dopo un'imponente restauro durato cinque anni che l'ha trasformata in un moderno contenitore culturale.
“Raffaello verso Picasso – Storie di sguardi, volti e figure” (6 ottobre 2012-20 gennaio 2013) è la mostra che inaugura la innovata Basilica Palladiana. Curata da Marco Goldin, direttore generale di Linea d'ombra, raccoglie una novantina di quadri provenienti dai musei dei vari Continenti e da alcune collezioni private sia europee che americane.
Sviluppata in quattro sezioni tematiche (Il sentimento religioso; La nobiltà del ritratto; Il ritratto quotidiano; Il Novecento. Lo sguardo inquieto) racconta la storia del ritratto e della figura dal '400 al '900 attraverso le opere di celebri artisti: Fra' Angelico, Botticelli, Mantegna, Bellini, Giorgione, Raffaello, Tiziano, Veronese, Dürer, Cranach, Pontormo e poi ancora Rubens, Caravaggio, Van Dyck, Rembrandt, Velázquez, El Greco, Goya, Tiepolo fino ad arrivare agli Impressionisti da Manet a Van Gogh, da Renoir a Gauguin, da Cézanne a Monet e ai grandi pittori del XX secolo da Munch, Picasso, Matisse, Modigliani e Bonnard e poi Giacometti, Balthus, Bacon e Freud.
L'esposizione è sponsorizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona, già sostenitrice del restauro del monumento palladiano. E' realizzata anche grazie al contribuito di Comune di Vicenza, Linea d’ombra e dei due main sponsor, UniCredit e il Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta.
Orario di apertura (dal 6 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013)
da lunedì a giovedì ore 9 - 19
venerdì e domenica ore 9 - 20
sabato ore 9 - 21

25 dicembre 2012 ore 15 - 20
31 dicembre apertura straordinaria
1 gennaio 2013 ore 10 - 20
Chiuso 24 dicembre 2012

La biglietteria (nel Salone degli Zavatteri a fianco della Torre Bissara), fino al 5 ottobre, avrà il seguente orario: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, esclusi sabato e domenica.
Per informazioni e prenotazioni: www.lineadombra.it.
La serata di venerdì 5 ottobre sarà dedicata alla grande festa di inaugurazione della Basilica Palladiana.
Eventi collegati alla mostra “Raffaello verso Picasso”
Serate di approfondimento con Marco Goldin
Teatro Olimpico, ore 20.30 
ingresso libero fino ad esaurimento dei posti (apertura del teatro alle 19.45)

1^ serata - mercoledì 3 ottobre
"Il Novecento. Lo sguardo inquieto”
segue concerto con il pianista russo Aleksej Voronin
a tutti i presenti verrà dato in omaggio il mini-catalogo sulla storia del ritratto curato da Goldin (successivamente il mini-catalogo sarà in vendita al bookshop al costo di 5 euro)

2^ serata - domenica 14 ottobre
“Il ritratto quotidiano”
segue concerto con il pianista Pietro De Maria

3^ serata - data da definire
“La nobiltà del ritratto”

4^ serata - data da definire
“Il sentimento religioso. La grazia e l'estasi”