venerdì 28 settembre 2012

"Raffaello verso Picasso" Il sentimento religioso. La grazia e l'estasi


La mostra "Raffaello verso Picasso"

Il sentimento religioso. La grazia e l'estasi

La prima sezione, assieme a quella conclusiva sul grande mutamento occorso nel XX secolo, sarà la più ampia dell’intera mostra. E si soffermerà sul senso contrapposto di grazia ed estasi dolorosa, che si salda entro un’aura di estrema, alta spiritualità. Tutto un universo di sensibilissima rappresentazione che fa del volto una smorfia di dolore o di suadente bellezza, che fa del corpo la tensione sul finire o la morbida e accogliente casa della grazia.
La vita di Cristo verrà offerta dal suo momento iniziale a quello conclusivo, nell’intreccio di pittura realizzata nei diversi punti d’Europa e nei diversi momenti del tempo a partire dal Quattrocento per giungere a una vasta, e inaspettata, Deposizione di Delacroix quasi a metà del XIX secolo. Quindi il momento della Natività, l’adorazione dei pastori e l’adorazione dei Magi. Ancora il tema della Sacra Famiglia, della Madonna col Bambino, per giungere alla dolorosissima fase finale della coronazione di spine, della crocifissione e appunto della deposizione. Prima della cena in Emmaus. Momenti strazianti e strabilianti di una vita, tutti diversi, cui si uniscono immagini di santi famosi, dal San Sebastiano trafitto dalle frecce, al San Girolamo penitente davanti alla croce, al Battista decollato e molto altro ancora.
La sezione insomma passa in rassegna la Scrittura del Nuovo Testamento, trascorrendo dalla grazia del volto di Maria in Beato Angelico, Lippi, Piero di Cosimo, Mantegna, Giovanni Bellini, Bramantino, Crivelli, Cima da Conegliano, Guercino, Tiepolo e tanti altri, alla grande tela con la cena in Emmaus di Tintoretto, alle luci squadernate nelle crocifissioni ancora di Giovanni Bellini, Bosch, Veronese solo per dire di alcuni. Fino ai momenti conclusivi della vita di Cristo, con quadri celebri e toccanti di Botticelli, ancora Bellini, Caravaggio, Cranach, Veronese, Correggio tra gli altri, nei quali la luce terrena si mescola ormai alla luce di una rivelazione ultraterrena.
Ma ancora sono immagini memorabili, per esempio nel rapporto tra la figura del monaco inginocchiato di El Greco e quello di Manet, lo strazio dell’Erodiade di Francesco Cairo, lo strepitoso e teatralissimo martirio di Sant’Andrea di Ribera, la stessa immagine del San Girolamo di Jacopo Bellini ed El Greco. Insomma, un passare in rassegna, attraverso quadri indimenticabili, il più riposto, e talvolta però esibito, senso della vita.

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